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Art. 167 – Amministrazione dei beni durante la procedura

Durante la procedura di concordato, il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni e l’esercizio dell’impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale […] (1).
I mutui, anche sotto forma cambiaria, le transazioni, i compromessi, le alienazioni di beni immobili, le concessioni di ipoteche o di pegno, le fideiussioni, le rinunzie alle liti, le ricognizioni di diritti di terzi, le cancellazioni di ipoteche, le restituzioni di pegni, le accettazioni di eredità e di donazioni e in genere gli atti eccedenti la ordinaria amministrazione, compiuti senza l’autorizzazione scritta del giudice delegato, sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato.
Con il decreto previsto dall’articolo 163 o con successivo decreto, il tribunale può stabilire un limite di valore al di sotto del quale non è dovuta l’autorizzazione di cui al secondo comma. (2)

Note:
(1) Le parole “e la direzione del giudice delegato” sono state soppresse dall’art. 143, comma 1, lett. a), DLgs. 9.1.2006 n. 5, in vigore dal 16.7.2006.
(2) Comma inserito dall’art. 143, comma 1, lett. b), DLgs. 9.1.2006 n. 5, in vigore dal 16.7.2006.

Prassi/Giurisprudenza
Art. 167 - Amministrazione dei beni durante la procedura

Incarico professionale - Autorizzazione del giudice - Condizioni (Cass. 21.10.2011 n. 21925)

Incarico professionale - Autorizzazione del giudice - Condizioni (Cass. 8.11.2006 n. 23796)
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