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Art. 156 – Patrimonio destinato incapiente; violazione delle regole di separatezza

Se a seguito del fallimento della società o nel corso della gestione il curatore rileva che il patrimonio destinato è incapiente provvede, previa autorizzazione del giudice delegato, alla sua liquidazione secondo le regole della liquidazione della società in quanto compatibili.
I creditori particolari del patrimonio destinato possono presentare domanda di insinuazione al passivo del fallimento della società nei casi di responsabilità sussidiaria o illimitata previsti dall’articolo 2447-quinquies, terzo e quarto comma, del codice civile.
Se risultano violate le regole di separatezza fra uno o più patrimoni destinati costituiti dalla società e il patrimonio della società medesima, il curatore può agire in responsabilità contro gli amministratori e i componenti degli organi di controllo della società ai sensi dell’articolo 146.

Note:
(1) Articolo sostituito dall’art. 139, comma 1, DLgs. 9.1.2006 n. 5, in vigore dal 16.7.2006.
Testo precedente: “(Organi e provvedimenti conservativi). – […] È facoltativa la nomina del comitato dei creditori.
Può essere omessa l’apposizione dei sigilli.”.

Prassi/Giurisprudenza
Art. 156 - Patrimonio destinato incapiente; violazione delle regole di separatezza
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