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Art. 142 – Esdebitazione (1)

Il fallito persona fisica è ammesso al beneficio della liberazione dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti a condizione che:
1) abbia cooperato con gli organi della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utile all’accertamento del passivo e adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni;
2) non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura;
3) non abbia violato le disposizioni di cui all’articolo 48;
4) non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei dieci anni precedenti la richiesta;
5) non abbia distratto l’attivo o esposto passività insussistenti, cagionato o aggravato il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito;
6) non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio, e altri delitti compiuti in connessione con l’esercizio dell’attività d’impresa, salvo che per tali reati sia intervenuta la riabilitazione. Se è in corso il procedimento penale per uno di tali reati, il tribunale sospende il procedimento fino all’esito di quello penale.
L’esdebitazione non può essere concessa qualora non siano stati soddisfatti, neppure in parte, i creditori concorsuali.
Restano esclusi dall’esdebitazione:
a) gli obblighi di mantenimento e alimentari e comunque le obbligazioni derivanti da rapporti estranei all’esercizio dell’impresa (2);
b) i debiti per il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale nonchè le sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.
Sono salvi i diritti vantati dai creditori nei confronti di coobbligati, dei fideiussori del debitore e degli obbligati in via di regresso.

Note:
(1) Articolo sostituito a seguito della modifica del Titolo II, Capo IX, ai sensi dell’art. 128, comma 1, DLgs. 9.1.2006 n. 5, in vigore dal 16.7.2006.
Testo precedente: “(Effetti della riabilitazione). – La riabilitazione civile fa cessare le incapacità personali che colpiscono il fallito per effetto della sentenza dichiarativa di fallimento.
Essa è pronunciata dal tribunale nei casi previsti dagli articoli seguenti, su istanza del debitore o dei suoi eredi, sentito il pubblico ministero, con sentenza in camera di consiglio.
La sentenza che pronunzia la riabilitazione ordina la cancellazione del nome del fallito dal registro previsto dall’art. 50 ed è comunicata all’ufficio del registro delle imprese per l’iscrizione.”.
(2) Le parole “estranei all’esercizio dell’impresa” sono state sostituite alle precedenti “non compresi nel fallimento ai sensi dell’articolo 46” dall’art. 10, comma 1, DLgs. 12.9.2007 n. 169, in vigore dal 1.1.2008. Ai sensi del successivo art. 22, comma 2, la disposizione si applica ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1.1.2008, nonché alle procedure concorsuali e di concordato fallimentare aperte successivamente a tale data.

Prassi/Giurisprudenza
Art. 142 - Esdebitazione (1)

Esdebitazione - Obbligo di pagamento dei debiti residui - Pagamento parziale dei creditori chirografari - Valutazione da parte del giudice (Cass. 12.6.2012 n. 9564)
Esdebitazione - Obbligo di pagamento dei debiti residui - Pagamento parziale dei creditori chirografari - Valutazione da parte del giudice (Cass. 4.6.2012 n. 8925)
Esdebitazione - Obbligo di pagamento dei debiti residui - Pagamento parziale dei creditori chirografari - Valutazione da parte del giudice (Cass. SS.UU. 18.11.2011 n. 24214)
Esdebitazione - Disciplina applicabile (Cass. 9.9.2011 n. 18541)

Esdebitazione - Condizioni per la concessione del beneficio (Cass. 23.5.2011 n. 11279)
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